Benevento atteso all’ennesima ripartenza
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Dopo la sfortunata prestazione di Arezzo, la squadra giallorossa deve voltare pagina e iniziare una grande rincorsa. Bella risposta della «vecchia guardia», punto di riferimento importante...
Ci voleva pure il nubifragio. Non s’è fatto mancare nulla il Benevento in questo suo inizio di stagione. Dal caldo asfissiante di Foligno alle pozzanghere di Arezzo, sofferenze e tormenti. E chi se lo aspettava? Le illusioni d’agosto sono già solo un ricordo. Sembrava competitiva quella squadra, più forte di quella che s’era fermata il 21 giugno. Mancava, è vero, il confronto con il nuovo contesto, ma, via, chi mai avrebbe potuto pensare che questo del nord-ovest fosse un vero e proprio girone di ferro. E’ questa la realtà. Il Benevento non ha trovato ancora l’assetto giusto, non ha una sua identità ben precisa, ma in un contesto diverso probabilmente avrebbe celato gran parte delle sue pecche. In questo girone, invece, c’è poco da nascondere: anche le formazioni di bassa classifica hanno tecnica e prestanza fisica. Il viaggio nel pianeta inesplorato finora ha provocato solo brividi, l’ignoto ha fatto presto a rivelare il suo volto ed è ben poco raccomandabile. I misteri rimangono tutti sul versante giallorosso: quanto vale questa squadra, può essere davvero competitiva in questo contesto? La risposta spetta a tecnico e squadra. Loro mostrano ancora fiducia, ma c’è un tempo per tutto e sembra già finito quello delle chiacchiere: è giunta l’ora dei fatti.
LA DEA BENDATA - Ad Arezzo, ma anche in altre circostanze, la dea bendata ha voltato la faccia ai giallorossi. Su un campo ridotto ad un pantano il risultato spesso è frutto della casualità: Ostinelli, nomen omen, è stato ostinato a portare avanti una partita che avrebbe potuto essere tranquillamente sospesa. Poi dicono che la gente si allontana dagli stadi: che spettacolo hanno visto nel secondo tempo gli spettatori inumiditi del Comunale di Arezzo? Fino a che il terreno non è diventato un’autentica risaia, il Benevento si è mosso bene, ha cercato la vittoria con convinzione, ha colto una traversa, ha fallito delle buone opportunità. Poi è stato solo garretti e cuore. E lì c’era ben poco da scoprire, perché la “vecchia guardia” a cui Acori si era affidato aveva dato sin dallo scorso anno dimostrazione di possedere forza d’animo e determinazione da vendere.
PUNTO DI PARTENZA - Tutti alla fine hanno detto che si può ripartire dalla prova di Arezzo, lo pensiamo anche noi, anche se la parola “ripartire” comincia un po’ a farci paura. Il Benevento ha provato a farlo ogni volta: da una prestazione da dimenticare, da una frazione di gioco confortante, da un gol all’ultimo respiro. E’ un mese che si torna sui blocchi per questa partenza falsa prolungata, ora è legittimo attendersi delle risposte più decise dal campo.Se è vero (lo ha affermato Acori al termine della partita) che quella di Arezzo è stata la migliore prestazione del Benevento in questo primo scorcio di campionato, si riparta non dalla prova, ma dal gruppo che l’ha offerta. La squadra giallorossa ha bisogno di trovare una sua identità, cambiare ogni domenica non può farle bene. Quella del primo tempo di Arezzo è stata per lunghi tratti convincente: ha mostrato doti finora sconosciute, grande compattezza, idee chiare nella zona nevralgica, facilità di arrivare davanti alla porta avversaria. Le è mancato il colpo risolutivo, l’istinto del killer, il cinismo: quattro gol in cinque partite la dicono lunga sulle difficoltà realizzative di questa squadra. Un paradosso se si pensa al lussuoso parco attaccanti a disposizione del tecnico. L’anno scorso toccò a Giampiero Clemente prendere per mano la squadra e condurla ad un passo dalla B, potrebbe essere ancora lui la chiave di volta del campionato della strega: un gol e due traverse ne fanno ancora la punta di diamante del gruppo, l’uomo capace di trasformare in oro anche l’occasione più insignificante. Basterà scrollarsi di dosso questo pizzico di sfortuna e magari giocare non troppo lontano dall’area avversaria.
LA CLASSIFICA - Molti dicono che non è ancora il momento di guardarla, ma in fondo è per lei che si gioca. Parliamo della classifica che dopo cinque giornate appare davvero deficitaria: 5 punti, una sola vittoria, due pareggi, due sconfitte. Un cammino da play out. Il campionato è lungo, ne accadranno di cose, spiegano i più ottimisti. Il fatto è che tutte le pretendenti al titolo hanno finora fatto più o meno la loro parte: Cremonese, Novara, Lumezzane, Varese, Arezzo, Perugia occupano le prime sei posizioni, come da pronostico. Manca solo il Benevento. E di questi tempi si è ottimisti solo a pensare ad un campionato di rincorsa. Ai giallorossi non resta altro. Se i suoi piani sono ancora quelli estivi (e non c’è ancora ragione di pensare che si debba ridimensionarli), quelli sono gli avversari su cui fare la corsa. Hanno tutti un cospicuo vantaggio.
Più che ripartire, dunque, bisognerà iniziare una bella rincorsa. Alla strega, del resto, non sono mai piaciute le cose facili.
FONTE: IL SANNIO QUOTIDIANO




