«Benevento, la Libertas è anche tua»
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E’ vero che per la Libertas Amatori Benevento non era la prima volta che centrava la promozione in serie A oro, e che il precedente era appena dello scorso anno. Ma l’emozione che la squadra sannita ha vissuto a Sulmona, nell’ultimo fine settimana, è stata straordinariamente forte, sicuramente maggiore di quella di Cesenatico di dodici mesi or sono. Sarà che quasi nessuno - a cominciare dai diretti interessati - ci credeva più di tanto nella possibilità di rituffarsi nell’oro. Ecco perchè la gioia è stata grande l’altra sera nella deliziosa cittadina abruzzese, che aveva rispalancato alla Libertas le porte della serie A oro dei campionati italiani di società. Una gioia vera, genuina, ricca di sentimenti e di emozioni, che ha accomunato personaggi di ogni età, dai dirigenti agli atleti più esperti, dai giovanissimi ai familiari dei campioni. Una gioia che è stata del tutto speciale per Gianni Caruso, il presidente della Libertas, l’uomo che ha dedicato la sua vita a questa realtà e che in oltre 30 anni di attività ha sempre saputo trovare la forza per andare avanti nelle difficoltà di ogni genere che gli si sono parate d’avanti con puntualità svizzera. Certo, spesso è difficile avere a che fare con Caruso, simpatico brontolone che a volte appare assillante nel proporre il suo credo sportivo e spesso non lascia molto spazio agli altri. Ma la sua passione vera per l’atletica, la sua voglia di far diventare uomini tanti ragazzi attraverso lo sport, il suo amore per la città di Benevento che ha sempre promosso in giro per l’Italia, sono elementi che cancellano con un rapido colpo di cassino sulla lavagna, anche gli aspetti del suo carattere che possono provocare insofferenza. E’ talmente innamorato dell’atletica e della sua Libertas, Caruso, che quando gli chiediamo di commentare questa ennesima impresa della sua creatura, gli occhi si illuminano e la sua voce fa trasparire un forte senso di emozione e commozione.
E a quel punto diventa un fiume in piena nel raccontare le sue sensazioni di questa due giorni di Sulmona: «Questa promozione - dice Gianni Caruso - è più bella ancora di quella dello scorso anno a Cesenatico. Questo perchè, dopo la mancata conferma della qualificazione alla finale di A oro di quest’anno, mi ero demoralizzato. Veder sfuggire per pochissimo questa opportunità aveva lasciato il segno sia in me che negli stessi atleti. A questo si era aggiunta qualche assenza pesante alla vigilia della finale di Sulmona che aveva fatto crescere il mio pessimismo». Invece sulla pista e le pedane abruzzesi ecco materializzarsi il miracolo, malgrado un campo di partecipanti piuttosto livellato verso l’alto. Ma la Libertas aveva un qualcosa in più che ha permesso di centrare la promozione: «Abbiamo avuto buon gioco - spiega Caruso - per il fatto di essere stati costanti in tutte le specialità. Non abbiamo fallito nessuna delle 20 prove in calendario. Altro elemento che ci ha consentito di arrivare così in alto è l’ottima integrazione che abbiamo fatto con i giovani delle categorie allievi, juniores e promesse, tutti di altissima qualità». E così c’è stata la splendida ed entusiasmante rimonta della seconda giornata, quando la Libertas con un crescendo di risultati, ha scalato la classifica, andando a conquistare quel secondo posto che vale il ritorno in serie A oro: «Sono rimasto ammirato - dice il presidente del sodalizio beneventano - dalla grinta di tutti i ragazzi, nessuno escluso. Se siamo arrivati a questo risultato mai come questa volta è merito di tutti indistintamente. Come si fa a non sottolineare lo straordinario contributo che hanno dato i nostri atleti più esperti e navigati: il capitano Ciannarella, Luca Rosa, Marco Tremigliozzi, Iannelli, che hanno dato l’anima non solo nelle loro gare, ma anche come aiuto e stimolo a tutti i loro compagni. E ancora mi piace sottolineare il ruolo di gente come Iorio e Carotenuto, che mi hanno sostituito nel ruolo di dirigente, incitando tutti i compagni che erano impegnati in pedana. Cose davvero bellissime, che non dimenticherò». Ovviamente la gioia, legittima e meritata per la riconquista della serie A oro dei societari, non fa dimenticare alla Libertas e al suo timoniere che adesso bisogna prepararsi a questo appuntamento. E possibilmente bisogna prepararsi in maniera diversa e più efficace di quanto sia avvenuto dopo la promozione dello scorso anno. «E’ tutta la città di Benevento che non deve lasciarsi sfuggire questa occasione della nostra promozione - dice Gianni Caruso -. Questo successo non può essere solo una esclusiva della nostra piccola famiglia, ma deve inorgoglire tutta la comunità beneventana e sannita. Ecco perchè mi rivolgo alle nostre istituzioni per chiedere loro maggiore considerazione e attenzione per quello che facciamo, portando lustro alla città e alla provincia. Spero di trovare sensibilità da parte loro, perchè finora, tranne poche eccezioni, non abbiamo mai avuto molta considerazione».Insomma, si ripropone con maggiore forza il discorso già avviato lo scorso anno dopo Cesenatico, e cioè quello di far fruttare questa promozione in serie A oro per rilanciare e organizzare con modalità più idonee la bella realtà della Libertas: «Noi - dice Caruso - siamo aperti a chi vuole condividere con noi questo risultato, anche perchè stavolta vogliamo poterci arrivare bene all’appuntamento della serie A oro del prossimo anno. Ma per creare un grande movimento c’è bisogno del sostegno delle istituzioni, quel sostegno che ho visto esserci in una piccola realtà come Sulmona, dove grazie al contributo di tutti hanno organizzato una splendida finale di serie A argento.L’ultimo messaggio che Gianni Caruso vuole lanciare nel momento della massima gioia, è alle nuove generazioni di Benevento e provincia: «A Sulmona - dice - ho visto cose straordinarie da parte dei nostri ragazzi, cose che vanno raccontate ai nostri giovani, affinchè possano trarre esempio dallo spirito di abnegazione di gente come Marco Tremigliozzi, che per il bene della squadra ha messo da parte anche il dolore per uno stiramento, per il bene della squadra. Sono questi i valori su cui vogliamo costruire qualcosa di diverso e più solido che dia continuità all’atletica leggera nella nostra provincia».
Fonte: IL SANNIO QUOTIDIANO




